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Ottobre Africano: vince la prima tappa il Tajine della Marocchina Sansabiile

GRANDE SUCCESSO DELL’ASSOCIAZIONE LA PALMA DEL SUD ALL’OTTOBRE AFRICANO LA GIOVANE MAROCCHINA SANSABILE VINCE LA PRIMA TAPPA DELLA GARA ENOGASTRONOMICA NAZIONALE DEDICATA AI SAPORI AFRICANI. Non perdete la Finale il 30 ottobre: Sì è aperto ufficialmente in Italia l’evento nazionale dell’Ottobre africano, ormai giunto alla sua tredicesima edizione ed organizzato dall’associazione culturale e di promozione sociale ‘Le Réseau’ nata nel 2000 a Parma da un gruppo di ragazzi africani e italiani, che stanchi di vedere e sentire l’Africa raccontata solo attraverso le sue piaghe, decisero di adoperarsi per mostrare anche le sue ricchezze. Da allora opera per far conoscere e diffondere in Italia la cultura dei paesi africani. Quest’anno la partecipazione alla manifestazione ormai diventata un appuntamento da non perdere per gli appassionati di Africa ha visto la presenza dell’associazione La Palma del Sud di Aprilia. A sfidarsi all’interno della gara enogastronomica tra i Paesi africani, il Marocco che è stato rappresentato dalla giovane apriliana Sansabile, volontaria dell’Associazione La Palma del Sud. Sansabile grazie alle sue prelibatezze marocchine si è piazzata vincitrice sul podio, con il piatto di tajin di manzo con prugne e mandorle fritte, accompagnato da pane arabo, seffa dolce e the verde alla menta. In giuria il Presidente dell’Associazione La Palma del Sud Sihem Zrelli, già vincitrice del premio nazionale Moneygram Award 2015 per la Responsabilità sociale d’impresa, insieme al rappresentante di Genovino d’Oro, Slow Food, e le associazioni che hanno collaborato al festival. L’ottobre africano si svolge a Roma e contemporaneamente a Torino, Varese, Milano, Parma, Reggio Emilia, Bologna e Napoli. Il 30 ottobre Sansabile si confronterà con gli altri vincitori delle tappe nazionali partecipando all’evento finale che decreterà il miglior piatto africano per presentazione, sapore e soprattutto per la sua storia, madrina dell’evento Fiorella Mannoia. Il Presidente Sihem Zrelli ci tiene ad esprimere la grande soddisfazione avuta per questo ulteriore traguardo raggiunto dall’associazione e soprattutto per la bravura delle sue volontarie, che come Sansabile portano in alto il nome del loro Paese e diffondono in Italia i valori dell’integrazione sana e responsabile, valorizzando l’impegno sociale ed economico della donna immigrata, che rappresenta da sempre la mission della Palma del Sud. IL SERVIZIO COMUNICAZIONE INCONTROCUCINA DEL 30 SETTEMBRE 2015 Breve descrizione Questo Incontro è stato dedicato agli amatori della cucina etnica e conoscitori della storia dell’arte culinaria del paese di origine. I partecipanti sono stati capaci di portare a conoscenza una peculiarità delle proprie radici. IncontroCucina non è un concorso di cucina etnica bensì una condivisione del proprio sapere e dei propri riti. In questo senso la partecipazione di per sé è la vincita. IncontroCucina si svolge in due fasi: la prima nelle singole città selezionate (Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli) per identificare i finalisti; la seconda a Roma con i finalisti decretati nelle singole città il 30 ottobre. Una Giuria, composta da artisti e filosofi, decreterà colui che avrà meglio rappresentato il proprio lavoro/storia. Le Giurie locali valuteranno anche, a livello individuale e personale, lo spirito, la tenacia, la storia legata al piatto che sarà loro presentato nonché lo stile di cucinare. LA NOSTRA CONCORRENTE E VINCITRICE DELLA PRIMA TAPPA DI INCONTROCUCINA-ROMA Nome: SANSABILE Cognome: BEN CALTOUM Data di nascita: 09.07.1988 Luogo di nascita: MEDIOUNA - MAROCCO Sesso: F Nazionalità: MAROCCO Nazione rappresentata: MAROCCO PER CONOSCERE MEGLIO SELSABIL: a) Se non sei nato in Italia, da quanto tempo vivi in Italia? Sono nata in Marocco e vivo in Italia da Settembre 2008. b) Cosa ti ha portato nella tua attuale città? Vivo ad Aprilia per motivi di lavoro c) Raccontaci alcuni episodi significativi della tua vita. La mia esperienza più importante è quella del volontariato in una associazione araba di genere ad Aprilia che si occupa di migliorare la condizione di vita delle donne in particolare delle donne immigrate in Italia, si tratta di una esperienza che mi avvicina alla mia cultura e alle mie tradizioni arabe e mi consente anche di scoprire nuove realtà e fare nuove amicizie, di aiutare chi è in difficoltà e di favorire l’integrazione sana e buona in Italia partendo dalla valorizzazione della figura femminile. d) A quali valori delle tue origini sei particolarmente legata/o? I valori che hanno condizionato la mia vita sin da piccola sono l’onestà, il rispetto per la famiglia, l’integrità e la moralità. e) Chi sei oggi? Oggi sono una giovane donna autonoma che può contare sulle sue sole forze e sulle sue capacità di adattamento. f) Cosa fai per vivere? g) La badante presso una famiglia italiana h) E per divagarti? Esco con le amiche e mi dedico al volontariato i) Cosa ti caratterizza come cuoca/o? La mia cucina è giovane e creativa j) Se dovessi associare alla tua cucina una spezia che la rappresenti in, colore, aroma, suono e gusto, quale sarebbe? La mia spezia preferita è il pepe che rappresenta la mia vitalità e il mio estro. k) Quale/i piatto/i hai deciso di presentare? l) Il TAJIN MAROCCHINO DI MANZO CON PRUGNE E MANDORLE FRITTE m) Cosa ti ha aiutato nella scelta del/i piatti ? I ricordi della mia infanzie che sono legati a questo piatto n) Qual è la storia del/i piatto/i ? Il tajin o tajine è un piatto tipico marocchino, che prende il nome dalla casseruola di terracotta, di forma conica, in cui viene cotto. Questo contenitore è simile ad un piatto formato da due parti, la parte inferiore è rotonda e piatta a bordi bassi, mentre la seconda parte ha forma conica con dei buchi laterali e viene depositata sopra alla prima parte, durante la cottura del piatto. La parte superiore ha la funzione effettiva di un coperchio ed ha al suo centro una piccola impugnatura per poterlo alzare con facilità. La parte inferiore ha invece la funzione di piatto di portata, una volta che il cibo è pronto. Il piatto è abbellito con una serie di decorazioni tipiche del luogo. Il tajine nella cucina marocchina e un piatto che si prepara a base di agnello, manzo o pesce con le verdure, mandorle e prugne, e speziato con cannella e zafferano. Intorno a questo piatto aleggia una storia che è una vera e propria leggenda del Marocco. È la storia di Aisha Kandisha. Aisha Kandisha è uno dei tanti ginn – uno spiritello di natura sia benevola sia, per lo più, maligna – che popolano l’immaginario del Marocco. Si manifesta sotto sembianze umane, spesso come una donna bellissima con una leggera veste bianca, altre volte come una vecchia strega senza denti. In ogni caso, la si può riconoscere da un particolare caratteristico: ha zampe di cammello o di capra al posto dei piedi e delle gambe. E appare di notte, solo agli uomini.Si narra che, nel 17° secolo, una contessa di origine portoghese cadde follemente innamorata di un ricco uomo di Safi, cittadina sulla costa atlantica del Marocco. A differenza delle donne del posto, andava senza velo e con una lunga veste bianca; tutti gli uomini potevano quindi ammirare la sua bellezza e presto venne soprannominata“kandisha”, dalla parola portoghese “condessa”, contessa. La donna si sposò quindi con il suo amato, si convertì all’Islam e prese il nome di Aisha. Secondo un’altra versione, Aisha era la figlia di un proprietario terriero dell’Alto Atlante, una giovane di rara bellezza, dalla pelle di un bianco candido, gli occhi nocciola e dai lunghi capelli neri. Per aiutare la resistenza contro gli invasori portoghesi già stabilitisi sulla costa e proteggere le proprie terre, la giovane utilizzava la sua avvenenza per sedurre gli ufficiali portoghesi, condurli in luoghi bui e appartati e quindi ucciderli. Anche dopo la sua morte continuò a vagare, specialmente vicino a corsi d’acqua e laghi, e a spaventare gli uomini che si avventuravano in luoghi isolati e che dovevano stare bene attenti a non soccombere alla sua bellezza, potendo facilmente riconoscerla dagli zoccoli di cammello invece dei piedi. Il solo modo che avevano gli uomini per salvarsi era mostrare un coltello o un oggetto metallico.Nella variante più moderna e urbana della leggenda, Aisha sarebbe l’incubo dei taxisti, dapprincipio ammaliati da una donna bellissima ed eterea e, in seguito, spaventati dal vederla trasformarsi in vecchia strega dai piedi di cammello proprio dentro al loro taxi. In realtà, di questa che viene considerata come una delle più conosciute leggende del Marocco esistono varie versioni che talvolta si intrecciano ed è probabile che essa trovi le sue radici nella ben più antica mitologia ebraico-berbera del paese. Una cosa, però, è certa: ancora oggi Aisha Kandisha è viva nella memoria popolare marocchina, continua a spaventare gli uomini che viaggiano solitari e viene spesso invocata per tenere a bada i bambini monelli e spingerli ad addormentarsi rapidamente. o) Origine dei prodotti usati? L’origine dei prodotti di questo piatto in particolare è marocchina, con la scelta dei prodotti presso rivenditori marocchini. p) Valutare, su una scala da 1 a 5(1=nullo), il livello di contaminazione nel tuo modo di cucinare,oggi, i piatti tipici del tuo paese d’origine. Il mio modo di cucinare i piatti tipici del mio paese è misto con un livello di contaminazione medio (2/3) tra tradizione marocchina e italiana. q) Qual è il messaggio che vuoi lanciare attraverso la tua partecipazione ad IncontroCucina? Il messaggio che voglio lanciare con la partecipazione a questa iniziativa è che la cucina ci consente di conoscere nuove culture e di esplorare nuovi mondi, di tornare alle nostre radici attraverso i colori, i sapori e i profumi dei nostri ingredienti, di costruire dei ponti di amicizia e di solidarietà, di fare chiarezza sul nostro essere uomini e donne liberi ed uguali con il diritto di essere ovunque ci troviamo cittadini del mondo.