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Sono domestica immigrata : Come compilare il 730 da soli?

Faccio la domestica, devo presentare la dichiarazione dei redditi?. Come si fa? Che modello devo utilizzare? Si: i lavoratori domestici, italiani e non ,devono fare la dichiarazione dei redditi quando il loro reddito anuo supera la soglia minima di € 8.000 lordi. Nel caso contrario vanno inncontro a sanzioni per coloro che, nonostante hanno l’obbligo di fare la dichiarazione dei redditi, spesso non lo fanno per pigrizie o causa alla loro scarsa conoscenza delle regole e leggi italiani.
l modello 730 è un modulo per la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati, e nel suo insieme non è difficile da compilare, per cui anzichè rivolgersi ad un CAF, è possibile farlo in proprio, con un minimo di abilità. A tale proposito ecco una guida dettagliata su come compilare il 730 da soli.
La versione del modello 730, è possibile scaricarla sul sito dell'Agenzia delle Entrate, nella sezione modelli, e bisogna allegare il CUD, le fatture, le ricevute, gli scontrini o comunque i documenti per il riconoscimento delle spese deducibili o detraibili, l'attestato di versamento dell'acconto e del saldo e l'ultima dichiarazione presentata (se era presente un'eccedenza di imposta).
Il modello 730 è suddiviso in 3 quadri: A, B e C. Il quadro A è dedicato ai redditi dei terreni, e bisogna indicare i dati del proprietario o di chi ha il possesso a titolo di usufrutto o di un altro diritto reale del terreno (eccetto per la nuda proprietà). Non deve invece essere presentato, in caso di terreni posseduti all'estero o in affitto per uso non agricolo. Il quadro B riguarda i redditi dei fabbricati iscritti al catasto, e bisogna inserire la rendita catastale rivalutata, il periodo e la percentuale di possesso e l'importo dell'IMU pagato l'anno precedente. Inoltre, non si devono mai dichiarare le costruzioni rurali a uso agricolo e dedicati all'agriturismo o ad esercizio di culti, musei e archivi (senza reddito) o in ristrutturazione. Infine il quadro C è per i redditi di lavoro dipendente e di pensione; infatti, bisogna inserire il reddito lordo, le trattenute IRPEF e l'addizionale comunale e regionale indicate nel CUD. Quest'ultimo documento non arriva più a casa, ma si deve richiedere direttamente all'INPS o all'ufficio postale.
La dichiarazione dei redditi permette inoltre di chiedere agevolazioni fiscali, come quelle spettanti per il coniuge o familiare a carico. Tra le altre cose, è indispensabile per ottenere il bonus Irpef che può arrivare fino a € 960,00.
La prima novità introdotta con la Legge di Stabilità 2016 riguardante la dichiarazione dei redditi è quella che riguarda i rimborsi 730, e in particolar modo i rimborsi di importo rilevante. Secondo quanto previsto nella Legge di Stabilità 2016, infatti, non ci sarà più un tetto massimo ma sarà l’Agenzia delle Entrate a stabilire i criteri per definire l’importo superato il quale devono scattare i controlli. Ciò significa che dal 2016 sparirà il tetto massimo di 4mila euro. Novità in vista anche per quanto riguarda la tempistica dei rimborsi: questi dovranno infatti avvenire entro 4 mesi dalla dichiarazione, mentre attualmente il limite temporale era fissato a 7 mesi.
A partire dal 2016 il 730 precompilato conterrà le voci relative alla detrazione delle spese sanitarie. Quest’anno, infatti, tali tipi di detrazione non erano presenti nel modello precompilato e per poterle ottenere occorreva presentare un’apposita integrazione. Come farà l’Agenzia delle Entrate a recuperare le informazioni per poter inserire nel 730 precompilato i dati relativi alle spese sanitarie? A tal fine le strutture sanitarie e i medici sono obbligati a trasmettere al Fisco tutte le informazioni sulle prestazioni erogate nel 2015. Nel caso in cui i professionisti non adempissero al loro obbligo di trasmissione entro il termine del 28 febbraio di ogni anno, gli stessi andranno incontro a sanzioni pesanti: si parla, infatti, di multe che vanno da 100 a 50mila euro per ogni omessa, tardiva o errata trasmissione che non sia stata sanata entro 5 giorni dalla segnalazione del Fisco. In caso di segnalazione del Fisco, se il professionista adempie alla trasmissione entro 60 giorni dalla stessa la sanzione si riduce di 1/3. La previsione delle sanzioni a carico dei medici sembra essere stata confermata nella Legge di Stabilità 2016 e ha sollevato la protesta da parte dell’Ordine.